Le parole della notte
  • Poesie, vite avventurose, storie di artisti mescolate a storie di cronaca: uno zibaldone di pensieri che si formano di notte e talvolta svaniscono di giorno
    A cura di Paolo Di Mizio
  • 26.2.13
    È evidente che al Senato non c'è alcuna maggioranza politica percorribile. 

    L'unica soluzione che si è intravista a urne calde - e confermata nelle ultime ore dalla conferenza stampa di Bersani ("Grillo ora deve dire che cosa vuole") - è quella di un governo di minoranza di PD-SEL, che si basi su un accordo con il Movimento 5 Stelle, il quale potrebbe dare il suo appoggio esterno ad alcune misure urgenti per il Paese.
    Ma quali potrebbero essere i punti di convergenza tra il Centro Sinistra e il M5S?

    Dal punto di vista del movimento di Grillo, i punti irrinunciabili dell'accordo dovrebbero essere - faccio un rudimentale elenco a spanne - più o meno i seguenti:

    1) Nuova legge elettorale, diversissima dal porcellum (che è una legge criminale, pensata da Calderoli, votata dal Centro Destra con l'unico obiettivo di renedere l'Italia quasi certamente ingovernabile);

    2) Riduzione drastica di stipendio e indennità dei deputati e dei senatori a decorrere già dalla legislatura appena iniziata;

    3) Riduzione drastica del numero dei deputati e senatori (e forse abolizione del senato) a decorrere dalla prossima legislatura;

    4) Eliminazione di qualsiasi forma palese o camuffata di immunità parlamentare;

    5) Abolizione delle province (o in alternativa delle Regioni, che sono un pozzo senza fine di sperperi: è la soluzione che personalmente preferirei);

    6) Soluzione drastica e non aggirabile del conflitto d'interessi.

    Sarebbe inoltre necessario o almeno auspicabile un accordo di Centro Sinistra e M5S sull'indicazione di un candidato comune per il Quirinale, visto che il 15 aprile le Camere dovranno riunirsi in seduta comune per eleggere il successore di Napolitano alla Presidenza della Repubblica.

    A sua volta, il Pd potrebbe avanzare alcune sue proposte "digeribili" per i grillini. Potrebbe trattarsi di: revisione delle pensioni minime e sociali; riduzione graduale del cuneo fiscale (la differenza tra il costo di un lavoratore per un'azienda e quanto il lavoratore effettivamente percepisce al netto in busta paga); riforma della scuola (a vantaggio di quella pubblica, eliminando i benefici concessi negli ultimi anni alle scuole private); e forse una riforma della sanità (o una mini riforma, tenendo conto delle scarse risorse economiche disponibili).

    Fatte queste cose, tutte o in parte, il compito del governo di minoranza potrebbe dirsi concluso e sarebbe a quel punto necessario sciogliere le Camere e tornare alle urne.


    È presente 1 commento

    Anonimo ha detto...

    peccato che tra gli otto punti di PD+SEL, non ce ne fosse nenche uno di quelli proposti da Grillo.

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