Le parole della notte
  • Poesie, vite avventurose, storie di artisti mescolate a storie di cronaca: uno zibaldone di pensieri che si formano di notte e talvolta svaniscono di giorno
    A cura di Paolo Di Mizio
  • 30.3.13
    La senatrice grillina ha cancellato centinaia di commenti negativi sulla sua pagina Facebook e ha “bannato” (bloccato) tutti quelli che l’hanno criticata 

    Serenella Fucksia, cittadina senatrice grillina, ha ripulito la sua pagina Facebook da tutti i commenti negativi. Risultato: un post che aveva circa 750 commenti, ora ne ha 55, compresi i suoi. Significa che tutti gli altri (circa 700) erano negativi. Idem per tutti gli altri post della sua pagina, che avevano non meno di 200-300 commenti l’uno e ora ne hanno solo 25 o 38..... I mancanti sono stati tutti cancellati.

    Non basta. Coloro che si sono permessi di criticare, compreso il sottoscritto, sono stati “bannati”, vale a dire che non hanno più la facoltà di intervenire nel pubblico dibattito sulla pubblica pagina di una senatrice della Repubblica pagata coi nostri maledetti e sudati soldi. E’ anche probabile che i ripulitori della pagina abbiano redatto una lista di “dissenzienti”, e la conservino in un data-base per futuri utilizzi. Questa, evidentemente, non è democrazia.

    Un amico simpatizzante dei grillini mi ha fatto notare che anche i commenti sul Corriere.it o su Repubblica.it vengono “moderati”. Gli ho risposto che moderare è una cosa e fare pulizia etnica è un’altra. Togliere 700 commenti su 750 è pulizia etnica. E inoltre “bannare” significa impedire anche in futuro la possibilità di esprimere liberamente le proprie idee.

    E a quel mio amico ho raccontato una piccola storia vera. Mio nonno era socialista da sempre e nella mia infanzia mi raccontava spesso cosa accadde quando alcuni compagni socialisti decisero di seguire Mussolini nella scissione dal partito socialista. Dapprima cominciarono gli odi personali, amici che si toglievano reciprocamente il saluto o si guardavano in cagnesco o cose così.

    Dopo qualche tempo, poi, i fascisti andarono al potere. Da quel momento, mio nonno veniva arrestato ogni sabato e liberato ogni lunedì mattina. Motivo? Per impedire che, esprimendo le sue idee, disturbasse la visita settimanale del gerarca o del federale. In termini moderni, veniva ”bannato”… appunto.

    Poi succedeva anche che, in prigione, spesso mio nonno fosse picchiato o torturato. Qualche dente rotto, qualche costola spezzata, il dito di una mano paralizzato e piccole cose così. I grillini naturalmente non sono ancora giunti a tanto. Ai fanatici di Grillo manca ancora un passaggio: la conquista del potere esecutivo. Se e quando questo succederà, l’adesione al grillismo diventerà dilagante (tutti saliranno sul carro del vincitore) e rivedremo le “adunate oceaniche”, di cui parlano i libri di Storia e di cui mi raccontava mio nonno.

    E in quel momento avrò davvero paura di trovare, davanti alla mia casa, una squadraccia mandata da una qualsiasi Serenella Fucksia, che ho infastidito esprimendo liberamente le mie idee.

    Il figlio di mio nonno, cioè mio padre, quando l’esercito italiano si dissolse l’8 settembre 1943, prese le armi e si unì ai partigiani. Croce di ferro al merito partigiano. Io, se la cosa volgerà al peggio, sono pronto a imbracciare il fucile. Ma, onestamente, mai avrei immaginato di dovermi un giorno preparare a questo, quando da bambino ascoltavo incantato i racconti di mio nonno sulla lontana età del fascismo.


    Sono presenti 4 commenti

    Anonimo ha detto...

    Ha fatto bene! Basta critiche!

    Anonimo ha detto...

    perchè non torni a leggere "Storia di Giuseppe e del suo amico Gesù" hahahahha

    bubba ha detto...

    Gentile Sig. Paolo,

    non sono solito commentare articoli. Ma non sono riuscito a controllarmi :)

    I suoi paragoni sono quantomeno eccessivi.

    Nel suo articolo sta dando a Facebook un ruolo che non ha (ma sfortunatamente non è l'unico).

    Facebook non è una piazza con persone reali, e non è rappresentativo di niente. E' una grande chat, un modo rapido per fare chiacchiere, con in più la possibilità di mandare foto e video e poco altro. Tant'è che potrei iscrivermi con il nome di Serenalla Fucksia, postare alcune foto della Serenella originale, e qualcuno mi crederebbe senatrice... ma le pare?

    Inoltre lei sta equiparando il "bannare" persone a inserire commenti su un media da svago con il regime carcere, luogo di detenzione e, per i più sfortunati come suo nonno, di torture e sevizie. Wow!

    Infine c onclude prospettando un futuro di "adesionismo" dilagante, rappresaglie sotto casa, fanatismo... e evoca un possibile regime totalitarista.

    Nello specifico del suo articolo, la Senatrice Fucksia (che conosco personalmente) non ha fatto bene a bannare. Concordo. Ma da questo dedurre che il passo verso il regime sia breve... ma andiamo!

    Ciò che scrive non mi sembra né serio né corretto. Il suo articolo riporta un fatto per trasformarsi in una demonizzazione. Se questo le sembra giornalismo, faccia lei... se invece è una chiacchiera (come a me sembra), le consiglio di postarla su Facebook.

    Anonimo ha detto...

    Gentile lettore,

    non mi sembra affatto di essere stato esagerato in questo
    articolo di tre mesi fa, che stranamente lei legge solo oggi. Se mai, sono
    stato profetico. Facilmente profetico. Perché i sintomi della malattia
    (censura, anti democrazia, ecc.) c'erano già tutti. Veda quello che sta
    succedendo in questi giorni nel m5s.
    Marco Travaglio, sostenitore della prima ora del m5s, ha
    scritto due giorni fa in un suo editoriale:
    "Cacciare, o far cacciare dalla rete, una senatrice che
    ha parlato male di Grillo, manco fosse la Madonna o Garibaldi, è demenziale,
    illiberale e antidemocratico in sé.... il reato di lesa maestà contro il Capo è
    roba da Romania di Ceausescu".
    E ripeto, questo lo dice Marco Travaglio, il massimo
    estimatore di Grillo. Si figuri gli altri.

    Quanto alla Fuksia, cancellare 500 commenti su 575 e bannare
    tutti quelli che commentano negativamente, è un'operazione che da sola dice
    tutto sul livello d’ntelligenza (si fa per dire) politica della signora.

    Paolo Di Mizio

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