Le parole della notte
  • Poesie, vite avventurose, storie di artisti mescolate a storie di cronaca: uno zibaldone di pensieri che si formano di notte e talvolta svaniscono di giorno
    A cura di Paolo Di Mizio
  • 20.6.14
    Fu superiore per dimensione e profondità distruttiva all’olocausto degli ebrei. Eppure ancora oggi si stenta a prenderne coscienza e sull’ecatombe aleggia un silenzio che è quasi la prosecuzione del crimine collettivo 

    Lo sterminio di tutte le etnie "indie", ovvero dei Nativi Americani, nel Nord America così come nell'America Centrale e nel Sud America, è il più immane e devastante olocausto di tutti i tempi operato per mano di noi Occidentali (ma badate, altri popoli di altre culture, in Asia e in Africa, hanno fatto altrettanto, forse anche di peggio). L'olocausto dei nativi americani non fu solo lo sterminio di milioni di persone, come l'olocausto degli ebrei per mano dei nazisti. Fu qualcosa di più profondo. Fu, oltre l'eccidio, anche la totale distruzione delle loro culture, portate alla completa scomparsa .

    Al punto che oggi non sappiamo quasi nulla della religione degli Inca o degli Aztechi o dei Maya. Quasi nulla delle loro credenze, dei loro miti, dei loro costumi, del loro modo di vivere.

    Non sappiamo neppure se quei popoli o alcuni di loro fossero in possesso di un sistema di calcolo matematico e di un sistema di scrittura. Si è a lungo ritenuto – o meglio, si è dato per scontato – che quei “selvaggi” non possedessero alcun sistema di registrazione delle informazioni. Ma studi recenti sembrano dimostrare invece che alcuni di quei popoli avevano conoscenze astrologiche, sapevano far di calcolo e, soprattutto, "scrivevano". Non come noi, con inchiostro e carta, ma attraverso un elaborato sistema di cordicelle e di nodi, la cui composizione formava parole, numeri, informazioni. E forse anche con altre "scritture" a noi oggi ignote e che forse resteranno ignote per sempre. Tutto è andato perduto irrimediabilmente per lo sterminio attuato dai conquistadores e dagli altri coloni europei (nessun Paese escluso).

    Il McCord Museum di Montreal, in Canada, raccoglie decine di migliaia di fotografie di individui appartenenti ai popoli che popolarono il Nord America, ovvero quelli che oggi sono gli Stati Uniti e il Canada. Degli altri “indiani” - quelli che come i Maya, gli Inca e gli Aztechi, abitavano l’America centrale e meridionale – non ci sono purtroppo fotografie, perché il loro eccidio avvenne negli anni successivi alla scoperta dell’America, prevalentemente tra il 1500 e il 1700, quando la macchina fotografica ancora non era stata inventata.

    I Maya, gli Inca e gli Aztechi, insieme ad altre civiltà di cui non conosciamo neppure il nome e di cui abbiamo pochissimi resti archeologici, erano le culture più sviluppate del continente americano. Possedevano un’organizzazione statale, una burocrazia molto elaborata, sistemi di posta e di comunicazioni, sistemi stradali, conoscenze ingegneristiche, un elevato know-how tecnologico e artigianale, e alti standard artistici (almeno per quanto riguarda le arti visive: di certo nulla della loro produzione letteraria, scritta o orale che fosse, si è conservato).

    Quei tre popoli possedevano anche grandi capacità urbanistiche. Le loro città, costruite in genere su cime montane impervie, ancora oggi ci intimoriscono e ci commuovo nello stesso tempo, con le loro piramidi misteriose, i loro elaborati piani urbanistici, i loro piccoli manufatti artigianali utili alla vita di ogni giorno.

    Le popolazioni del Nord America erano invece, quasi tutte, nomadi. Vivevano in tende facilmente smontabili e trasportabili, si spostavano seguendo le stagioni e i movimenti delle mandrie di bisonti, loro principale fonte di sostentamento. Facevano eccezione solo alcune tribù o pueblos del Sud Ovest americano, che vivevano stanzialmente in villaggi di case costruite con terra e pietra, la cui architettura (la pianta quadrata, il tetto piatto) si è tramandata fino ad oggi e ancora ispira l’architettura di molte costruzioni nel Nuovo Messico, nell’Arizona, nel Nevada.

    E ciò nonostante, tutti questi popoli, pur con lingue e usanze diverse, facevano parte di un’unica corrente migratoria, proveniente dall’Asia. Lo attestano i caratteri somatici, ma oggi lo attestano anche gli studi sul DNA.

    Essi popolavano l’intero continente americano, dalle gelide lande dell’Alaska fino alla punta meridionale del continente, la Terra del fuoco. Gli habitat erano i più diversi. Zone di freddo quasi polare. Pianure sterminate e fertili. Vasti altipiani (le mesas del Sud Ovest statunitense). Foreste equatoriali e pluviali. Le vertiginose cime delle Ande. Le steppe. Di nuovo, laggiù nella Terra del fuoco, gelide terre in prossimità dell’Antartico.

    L’immane olocausto che ebbe luogo in quel continente nel corso di quasi quattro secoli non è mai stato pienamente riconosciuto nella Storia e nella coscienza dell’Occidente, e quindi mai espiato in alcun modo, a differenza di quanto accaduto per l’olocausto degli ebrei.

    Sullo sterminio dei popoli nativi delle Americhe e sulla totale distruzione delle loro culture aleggia, ormai da secoli, un silenzio tombale. Questo silenzio ci appare – e forse è in sostanza – la complice continuazione di un crimine collettivo, che commettiamo attraverso la nostra mancanza di consapevolezza.

    Sarebbe ora che l’Occidente ne prendesse pienamente coscienza, con una sorta di espiazione pubblica. Le voci che ricordano, inorridite, l’immenso eccidio avvenuto nel continente americano non possono essere limitate ai pochi accademici che di quell’olocausto studiano gli aspetti storici, archeologici, etnologici e antropologici. Quell’eccidio riguarda tutti noi, indistintamente. “Non mandare a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te” (John Donne, 1572-1631).


    Sono presenti 27 commenti

    cristina alloi ha detto...

    Il fatto stesso che non ci sia alcun commento a questo articolo molto bello, è significativo.... Perchè non interessa a nessuno?

    Marinella ha detto...

    Ogni anno, nel Giorno della Memoria, personalmente commemoro soprattutto il genocidio dei Nativi Americani. Ma anche di tutti gli altri taciuti e nascosti.
    Sono contenta di questo articolo...ora mi sento meno sola!
    Ecco, il mio post su fb di quest'anno:
    Giusto per precisare e non dimenticare, ma il più grande genocidio della storia dell'uomo su questo pianeta, è quello perpetrato ai Nativi Americani: ben 70 milioni, tra bambini, donne e uomini. E non c'è un Giorno della memoria!
    Altri genocidi:
    ‘800:
    Giava (olandesi) 200 mila
    Mozambico (portoghesi) 100mila
    Africa Orientale tedeschi) 145mila
    NATIVI AMERICANI (europei) più di 70 MILIONI (il numero può essere molto maggiore)
    Congo (belgi) 10 milioni
    ‘900:
    Costa d’avorio 1,5 milioni
    Sudan (inglesi) 6 milioni
    Namibia (tedeschi) 70mila
    Armenia: 1 milione e 400mila
    Holodomor: 7 milioni
    Shoah (Germania di Hitler): 5 milioni e 200mila
    Cambogia: 1 milione e 800mila
    Ruanda: 1 milione
    Bosnia: 120mila
    Ucraina (URSS) 10 milioni circa
    Kulaki russi (URSS) 600mila
    Italia, foibe, 20mila
    Serbi (regime fascista croato) mezzo milione
    Srebrenica (Bosnia) 8mila
    Kosovo (Milosevic) 10mila
    Africa: Zanzibar 12mila; Nigeria migliaia di morti (nr imprecisato); Burundi 150mila; Ruanda un milione; Darfur 400mila;
    Asia: Indonesia 500mila; Bangladesh 3 milioni; Cambogia 2 milioni e 200mila; Timor Est 200mila; Cina: da 20 a 40 milioni.
    America Latina: Guatemala 200mila

    Unknown ha detto...

    preferiscono festeggiare hallowen festa dell'idioti invece che riflettere su questi geneocidi fatti per uno scopo più preciso. Il piu grosso genoicidio nella storia dell'uomo è quello che sta facendo la mano della finanza occulta, per questo il mondo si dovrebbe fermare è riflettere molto sulle cause effetto di questo sterminio segreto

    Marco Biagetti ha detto...

    Parlare dei popoli andini e del centro america,la colpa non e`soltanto di un gruppo di canaglie.(Spagnoli)ma anche di una chiesa fatta di ladri,di boia,mi riferisco al clero cristiano.Che come sempre protagonista,quando si tratta di arraffare,meglio dire rubare,in nome di Cristo.In quanto all`unione americana e canadese la colpa e` francese,e inglese.Anno sterminato miglioni di individui,per possedere terra.Da sfruttare e distruggere.Anche qui la colpa e`della chiesa per non essere,intervenuta indifesa di questi popoli,che vivevano in sinbiosi con la natura

    Anonimo ha detto...

    Articolo è assolutamente errato perchè fa supporre una volontà di annientamento verso le popolazioni indigene che gli spagnoli non avevano. Che ci sia stato uno spopolamento delle Americhe è assolutamente vero ma generato dalle malattie portate dagli europei ed a cui i nativi non erano in grado di reagire. In particolare il vaiolo aveva una velocità di contagio enormemente più veloce di quanto potessero procedere i colonizzatori. Il professor Massimo Livi Bacci spesso fa il paragone con la peste del 1300, portata probabilmente dai mongoli, che annientò gran parte della popolazione europea e consentì facilmente per esempio ai turchi di conquistare tutta la'rea balcanica l'Asia minore e la stessa Costantinopoli.
    In quell'epoca in cui l'umanità non era poi così numerosa ogni vita umana aveva una valore anche biecamente commerciale e chiunque poteva essere usato come schiavo. I colonizzatori spagnoli praticamente fino alla fine del 1700 erano uomini che non ebbero nessuna difficoltà a sposare donne indigene convertite procreando quindi figli legittimi (la cronaca di Bernal Díaz del Castillo lo descrive in maniera diffusa) generando quindi la gran parte della popolazione dell'America Latina che tranne alcune eccezioni è a prevalenza meticcia. Non dimentichiamo che le culture Azteche ed Incaiche erano fortemente militarizzate e quella azteca molto violenta e quindi molti popoli sottomessi non ebbero difficoltà ad unirsi agli spagnoli che anche da un punto di vista religioso avevano riti non violenti.
    La storia è invece diversa per quel che riguarda gli USA ma di questo ho purtroppo meno conoscenza.

    Corrado Nico ha detto...

    L'articolo è assolutamente esatto. Tutte le fonti storiche attestano la volontà conquistatrice e distruttrice degli invasori europei nel continente americano, sia nell'America del Nord che nell'America Centrale e nell'America del Sud. L'annientamento dei popoli precolombiani fu il primo e brutale passo dei conquistadores e dei coloni, al punto che gli invasori neppure persero tempo a informarsi degli elementi basilari delle culture che andavano distruggendo. Come dice l'articolo, "grazie" a questa volontà di anninetamento oggi non sappiamo neppure che lingua parlassero gli Aztechi o gli Inca, in quali divinità credessero, se conoscessero la matematica, ecc. Più annientamento di così non si può!

    Luca Ba ha detto...

    Non so a che fonti si riferisca Corrado Nico, almeno anonimo cita dei riferimenti che mi sono permesso di controllare e che mi sembrano esatti.
    Un ultima mia riflessione è questa, posto che in gran parte dell'America Latina le persone di origine india sono ampiamente diffuse e non è vero che non si conosca niente delle lingue e delle conoscenze passate, che senso avrebbe avuto sterminare tutti i popoli indigeni e poi importare schiavi africani dall'Africa come poi è successo. E' ovvio che il crollo demografico non è stato voluto ma è stato una conseguenza nefasta dell'incontro con i popoli del vecchio Mondo.

    Corrado Nico ha detto...

    Confermo quanto detto in precedenza. Tutti gli storici concordano che ci fu un genocidio dei popoli aborigeni delle americhe. Si calcola che morirono 60-70 milioni di individui, o 100 milioni secondo altre valutazioni. I pochi superstiti si mescolarono alle popolazioni europee e oggi naturalmente il numero degli individui di sangue misto è molto cresciuto. Lo schiavismo non c'entra nulla, risale a circa due secoli più tardi.
    Le lingue parlate oggi in alcune regioni (come il Chiapas messicano) sono derivazioni delle antiche lingue precolombiane e non ci dicono quasi nulla delle lingue originarie precolombiane. Delle lingue e dei sistemi di scrittura delle società precolombiane confermo che non si sa quasi nulla. Quasi tutte le iscrizioni trovate rimangono indecifrate e quindii le informazioni che abbiamo di quei popoli sono ridottissime e si possono evincere solo da reperti archeologici, non da documenti scritti. Di conseguenza (ed è quello che conta) ne risulta che le culture precolombiane furono cancellate brutalmente dalla faccia della terra come in pochi altri casi è avvenuto nella storia dell'uomo.
    Per una lettura sintetica sulle lingue precolombiane, si può leggere questa paginetta http://nosatispassion.altervista.org/tipografia/5377/la-scrittura-nelle-civilta-precolombiane/

    Corrado Nico ha detto...

    A proposito di schiavismo: la scoperta dell'America è del 1497. Lo schiavismo ebbe inizio a metà del 1700 come conseguenza della prima rivoluzione industriale. L'utilizzo in Europa di macchine per la fabbricazione su larga scala di vestiti e altri oggetti in tela, impose la necessità di grandi rifornimenti di cotone, in quantità in precedenza impensabili. La risposta al bisogno industriale europeo fu la creazione di vaste coltivazioni di cotone nel sud degli Stati Uniti e in Brasile. La mano d'opera per tali estesissime coltivazioni non poteva essere reperita localmente e pertanto si ricorse allo schiavismo. Mescolare lo schiavismo con il genocidio delle popolazioni mesoamericane e nordamericane denota una totale assenza di nozioni storiche in proposito di entrambe le êre, quella dei conquistadores e quella della prima rivoluzione industriale.

    Corrado Nico ha detto...

    Correggo un refuso nel mio precedente commento: 1492, non 1497 !!! (L'anno della scoperta dell'America)

    Luca Ba ha detto...

    Continuo a dire che si afferma che gli storici sono concordi. Ma non si dice quali sono questi storici, inoltre l'approccio non è solo prettamente storico ma anche materia da demografi come è in effetti il prof. Massimo Livi Bacci.
    Che lo schiavismo sia iniziato nel 1700 è una cosa assolutamente falsa, lo schiavismo esiste da sempre. Posto che le grandi tratte arabe degli schiavi quali quella sahariana quella del mar rosso e quella indiana cominciano almeno dall'anno 1000.
    E' proprio dagli arabi che gli europei cominciarono a compare schiavi.
    In ogni caso ribatto che nell'articolo e nei commenti non è data alcuna prova di genocidio.
    Altrimenti dobbiamo pensare a genocidio anche al crollo demografico dovuto alla peste nera anch'essa portata a seguito di un grande movimento di popolo che fu quello mongolo a partire dal 1200 e che portò alla conquista turca dei Balcani.
    Sia chiaro io non voglio convincere nessuno cerco solo di cercare di avere un approccio il più possibile razionale e non emotivo.

    Corrado Nico ha detto...

    Lo schiavismo in America nell'anno 1000?? L'America fu scoperta nel 1492... Se parla dello schiavismo in genere, esisteva già intorno al 3000 a.C. Il fenomeno della tratta degli schiavi diretti dall'Africa alll'America data nella seconda metà del 1700. Quanto al genocidio, forse Luca Ba non ha idea del significato della parola. Può consultare un dizionario della lingua italiana.

    Corrado Nico ha detto...

    C'è una buona descrizione del significato di genocidio anche in wikipedia. Quello degli abitanti delle Americhe rientra a pieno titolo in tutte le definizioni storiche e giurisprudenziali del crimine di genocio, nonostante le sue molte varianti di sfumature
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Genocidio

    Bilstein ha detto...

    Gli inca parlavano il Quechua lingua ufficiale fino adesso in Perù e Bolivia

    Bilstein ha detto...

    Gli inca parlavano il Quechua lingua ufficiale fino adesso in Perù e Bolivia

    Bilstein ha detto...

    Gli inca parlavano il Quechua lingua ufficiale fino adesso in Perù e Bolivia

    Corrado Nico ha detto...

    E' vero, una parte degli Inca (non tutti) parlavano vari idiomi della famiglia linguistica del Quechua. L'impero Inca comprendeva diverse etnie con diverse lingue che non avevano nulla in comune tra loro. Una forma di Quechua è rimasta oggi come la lingua degli indios di Ecuador, Bolivia e Perù. Però le varianti regionali del Quechua sono tante che non sempre i parlanti di diverse zone si capiscono tra di loro. In Bolivia e Perù il Quechua è stato dichiarato per legge seconda lingua ufficiale, dopo lo spagnolo, ma in taluni casi non è accettata come lingua scritta (negli atti pubblici) e neppure come lingua parlata in Parlamento, (alcuni deputati peruviani provarono a giurare fedeltà alla costituzione in lingua Quechua ma il loro giuramento non fu ritenuto valido....).
    Rimane il fatto che le lingue cambiano nel corso dei secoli (per s. il latino è diventato italiano in Italia, francese in Francia, Portoghese in Portogallo, ecc.) e nessuno oggi può dire come fossero realmente le varie lingue Quechua ai tempi dell'impero Inca, dal momento che i conquistadores distrussero culture e civiltà senza preoccuparsi di registrare usi, religioni, lingue, saperi dei popoli che man mano sottomettevano o sterminavano. Popoli appunto oggi in gran parte completamente estinti.
    In definitiva si può dire che i dialetti Quechua parlati oggi non sono le antiche lingue Quechua parlate nell'impero Inca ma ne sono delle derivazioni e le moderne stanno alle antiche più o meno come l'italiano o lo spagnolo stanno al latino.

    Luca Ba ha detto...

    Evidentemente i mie commenti sono spesso fraintesi provo a spiegarmi meglio e mettere qualche link.
    Quella cominciata attorno all'anno 1000 non è la schiavitù ma è la tratta degli schiavi intesa come commercio degli schiavi su grossa scala di cui la tratta atlantica verso le Americhe è solo una componente anche se molto consistente e ampiamente conosciuta le tratte arabe sono precedenti al 1700 ed anch'esse molto consistenti:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Tratta_araba_degli_schiavi

    Le altre critiche sono principalmente sul fatto che nel post si parla di decine di milioni di morti per genocidio quindi come cosa volontaria.
    A detta di demografi ed epidemiologi la gran parte dei morti sono dovuti a malattie cosa che io condivido. Dobbiamo pensare che diversamente da Europa, Asia e Africa. Le malattie arrivarono tutte in tempi brevi, quindi alla prima ondata di vaiolo (con la sua alta mortalità) arrivarono morbillo, febbre suina, tifo e tutte le altre malattie sconosciute nel continente.
    Ad esempio alla pagina sul morbillo di wikipedia è ben indicata la mortalità di questa malattia su Cuba:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Morbillo

    C'è anche un link interessante a questo trattato: Encyclopedia of Pestilence, Pandemics, and Plagues: A–M

    In cui ben si spiega come le epidemie colpiscono ad ondate in territori dove sono sconosciute.

    Metto anche questo link al libro che spiega l'effetto della peste suina sull'isola di Santo Domingo:

    https://books.google.it/books?id=cpJjFFc0lfIC&pg=PT29&lpg=PT29&dq=peste+suina+santo+domingo+1493&source=bl&ots=V2cc7rxC5a&sig=v52-aYeQ5tXNsq_VDjBhd80-X0s&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjJ2fWx17nPAhWG7xQKHUofBbQQ6AEIHjAA#v=onepage&q=peste%20suina%20santo%20domingo%201493&f=false

    Il libro tra l'altro l'ho voluto leggere ed è veramente interessante.

    I link sono a Wikipedia ma chi vuole approfondire invece di limitarsi alla voce può cercare nella bibliografia che è connessa a ciascuna voce.

    Corrado Nico ha detto...

    Non capisco questa sua fissazione, Luca Ba. Nonostante i miei sforzi non sono riuscito ancora a trovare un solo storico serio che neghi il genocidio degli amerindi e dei popoli precolombiani. Neppure i suoi link lo negano. Le malattie furono una componente dell'eccidio, ma senza la volontà imperialista dei conquistadores e quindi senza la loro aggressione intenzionale le malattie non sarebbero arrivate nelle Americhe in quei modi e in quei tempi. Quindi le malattie fanno parte delle modalità del genocidio. Inoltre, forse lei non lo sa, l'infezione di massa fu spesso usata intenzionalmente per sterminare gli aborigeni americani. Esistono diverse prove storiche e documentali di questo, in vari documenti scritti in varie epoche. Provi a leggere per esempio questo passaggio da un libro di Luca Tentori (Arianna editrice, 2014):

    <>
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=47217

    Ma se digita in Google "genocidio dei nativi americani" trova altre centinaia o migliaia di buone referenze storiche. Buona serata.

    Corrado Nico ha detto...

    Vedo che il brano che ho citato sopra stranamente non si è incollato. Comunque se va al link lo trova. Cita gli ordini di un generale inglese, Jeffrey Amherst, di distribuire agli indigeni coperte in cui avessero dormito i malati di vaiolo, per infettare appunto gli indigeni e accelerare la loro distruzione senza che potesse essere fatta colpa al governo inglese.

    ZenoLandia ha detto...

    Amo gli indiani dell'America del nord, sono sempre stato affascinato dalla loro cultura, del loro modo di vivere sfruttando ogni risorsa che il territorio offriva. La loro distruzione è stato una miserabile, e vile arroganza degli occidentali, propensi ad arricchirsi di tesori e territori di un popolo unico e umile. Ho sempre sognato di essere un indiano del Nord America, uno di loro. Mentre stendo un velo pietoso sui coloni Francesi, Inglesi, Olandesi, Spagnoli che hanno scelto quel territorio per le loro nefandezze, e la cultura negativa di arricchirsi di tesori rubati...sterminando i padroni di quei territori, il popolo indiano, dove ancora oggi in alcuni luoghi, si respira il fascino di quella vita distrutta.....

    Luca Ba ha detto...

    Non è che sia fissato ci mancherebbe, quello che mi interessa fare è contestare ricostruzioni che non sono veritiere.
    Pensare che il numero di pagine su google sia indicativo di una sicura verità è fuorviante. Può trovare anche centinaia di pagine che parlano di scie chimiche ma non per questo quanto proposto è vero.
    Faccio un paragone su un altro fatto storico, fino agli anni 80 il colonialismo italiano in Africa veniva visto come meno brutale e quasi solidale rispetto agli altri colonialismi europei. Era palesemente un falso storico ma nessuno storico contestava, c'è voluto il battagliero giornalismo di Del Boca per far capire la verità.
    Per quanto riguarda il nostro argomento la gran parte delle pagine fanno riferimento agli scritti dello storico David Stannard ripresi in Italia dal divulgatore Piergiorgio Odifreddi.
    In molti hanno contestato soprattutto le cifre portate da Stannard che tra l'altro dice chiaramente che la gran parte dei morti sono stati fatti dalle malattie.
    Tanti storici, anche liberal, contestano la volontà di genocidio. In ogni caso il più valido storico che contesta la tesi di Stannard è il prof. Noble David Cook il suo libro più famoso è "Born to die".
    In ogni caso l'argomento non è solo da storici ma soprattutto da demografi ed epidemiologi.
    Concludo comunque dicendo che ciascuno può credere in quello che vuole, i miei interventi sono per mettere in discussione quanto ci viene spesso acriticamente proposto spesso per ideologia ed invitando ad approfondire sui testi che ci sono disponibili.

    Corrado Nico ha detto...

    Ripeto:
    Nonostante i miei sforzi non sono riuscito ancora a trovare un solo storico serio che neghi il genocidio degli amerindi e dei popoli precolombiani. Neppure i suoi link lo negano. Le malattie FURONO UNA COMPONENTE DELL'ECCIDIO: senza la volontà imperialista dei conquistadores e quindi senza la loro aggressione intenzionale le malattie non sarebbero arrivate nelle Americhe in quei modi e in quei tempi. Quindi le malattie fanno parte delle modalità del genocidio.

    Giacomo Cavallo ha detto...

    Gentile Signor Nico,
    Mi scusi se vorrei mettere qualche puntino sulle i del suo post del 17 agosto 2016, sperando di trovarLa in buona salute ed ancora interessato a quello che ha scritto, che ho scoperto solo l'altro ieri.
    Lei scrive:
    "...nessuno oggi può dire come fossero realmente le varie lingue Quechua ai tempi dell'impero Inca, dal momento che i conquistadores distrussero culture e civiltà senza preoccuparsi di registrare usi, religioni, lingue, saperi dei popoli che man mano sottomettevano o sterminavano. Popoli appunto oggi in gran parte completamente estinti."
    Spero che Lei sia giovane ed ancora in tempo per evitare in futuro di scrivere di queste sciocchezze.
    Per questo, in particolare per quanto riguarda le lingue, non ha che andare su Google, scrivere "Arte de la lengua" , cercare, e cliccare su "Immagini". Mi raccomando, non faccia confusione (le lingue pampanga, ilocana, panay, bisaya, tagala etc. non sono americane), ma guardi le date delle edizioni originali (tenendo presente che Tenochtitlan fu sottomessa nel 1521, e il Perù fu pacificato nel 1548). E poi, magari, abbia un pensiero per quei disgraziati missionari che trovavano i mezzi (carta e inchiostro) e la forza, in un clima ed una regione lontana, di scrivere queste grammatiche e raccogliere elementi per i loro vocabolari. Le pare che un ordine organizzato come i Gesuiti di allora avrebbe fatto tanta fatica per conservare le lingue di popoli destinati comunque allo sterminio?
    Se poi crede, Le darò ulteriori informazioni su coloro che si "preoccuparono di registrare gli usi, religioni, saperi" (persone di cui non mi pare che Lei sappia abbastanza).
    Non caschi anche Lei nel trabocchetto della Leyenda Negra di origine inglese, che metteva Spagna, caccia alle streghe, eccidio di indigeni tutti nello stesso fascio, quando la Spagna era assai più civilizzata dell'Inghilterra (che in tutte queste attività era assai più feroce, come testimonia il trattamento degli Indiani del Nord America.).
    In quanto ai popoli "in gran parte completamente estinti", la mappa che trova su Wikipedia, https://it.wikipedia.org/wiki/Nativi_americani Le dice che in molti stati del Centro-Sud America gli indigeni (non meticci!) sono una grossa minoranza, fino a 45%. E da dove sarebbero piovuti, se fossero stati sterminati?
    Non me ne voglia. Con stima,
    Giacomo Cavallo.

    Giacomo Cavallo ha detto...

    aggiungo il mio URL.
    https://dainoequinoziale.github.io/
    Giacomo Cavallo.

    Corrado Nico ha detto...

    SIg. Giacomo Cavallo, le consiglio sinceramente di consultare un buon dizionario della lingua italiana e cercare lil lemma "genocidio". Se poi volesse approfondire, ci sono diverse definizioni giuridiche del termine "genocidio", comprese quelle approvate dall'ONU e universalmente riconosciute in tutto il mondo per il tramite dalle leggi internazionali e dalle Convenzioni di Ginevra. Spero possa dissipare la confusione mentale che la porta a ritenere che non ci sia stato il genocidio degli ebrei perché il mondo è pieno di ebrei che parlano l'ebraico, che non ci sia stato il genocidio degli armeni perché l'Armenia è piena di armeni che parlano l'armeno, che non ci sia stato il genocidio degli amerindi perché le Americhe sono piene di discendenti degli amerindi (che arrivano addirittura a "grossa minoranza, fino a 45%"... ma va?) e così via. Auguri per le sue ricerche. Se ha dei dubbi interpretativi su alcuni testi giuridici, non esiti a consultarmi: sono a sua disposizione.

    Luca Ba ha detto...

    Signor Nico evidentemente Lei non vuole capire, lo ripeto un altra volta per le altre persone che leggono. Di storici che dicono che quello americano non fu un genocidio ce ne sono e basta cercare in rete io ne ho citati alcuni (i più importanti). Dire che le malattie furono portate per la volontà imperialista è una sonora balla, sarebbero arrivate anche se fossero stati solo commercianti come è successo in altri casi nella storia. Comunque Lei rimanga pure della sua idea però chiunque legge questo post non deve prenderlo per verità assoluta ma approfondire e vedrà che le cose sono andate in maniera più complessa.

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